giovedì 13 giugno 2019

Dal Prof. Enzo Mancini: ALCUINO E CARLO MAGNO

                                            Alcuine et Charlemagne
Francis  Monnier  ( 1824 – 1875) pubblicò nel 1863 un trattato con questo titolo, a Parigi, con Henri  Plon  come editore. Riporto alcune frasi prese dall’introduzione di questo libro fra quelle che mi sembrano più significative.
Non consiglio la lettura completa, che più che storia è agiografia. Per di più qua e là traspare un malcelato razzismo nei confronti degli italiani, ma questa non è una novità per i transalpini.
- Come conoscere a fondo questa grande epoca di Carlo Magno, che fu per la nostra Francia la prima epoca di formazione? Che incertezza ad ogni passo! Quanti dubbi a carico degli stessi documenti che dovrebbero dissipare tutti i dubbi!  Come sapere infine la verità?  Le cronache sono poco numerose, si copiano le une con le altre; quando si esamineranno seguendo le regole della critica storica, ne resteranno appena quattro o cinque che siano che siano realmente carolingie e di una certa estensione.
- Bisogna esaminare molto da vicino le carte che portano il nome di questo principe: sono a volte fabbricate ad arte o interpolate ... Si intuisce talvolta che si sta per affondare presto nelle tenebre feudali, dove su cento pergamene ce ne saranno cinquanta che saranno false o manomesse. Quanti monasteri hanno fatto, anche essi, la loro donazione di Costantino! (  cioè hanno falsificato gli atti di proprietà).
- Grazie a Carlo Magno, grazie ad Alcuino, nomi che è impossibile separare, la nostra nazione, per la prima volta, sebbene in maniera ancora indecisa, conobbe sé stessa. In una sola parola ci troviamo in presenza di questa varietà di fenomeni che segnala un’epoca di fondazione...
Credo che siano sufficienti queste citazioni per capire che la storia del medioevo ha bisogno di essere riscritta.  Perché già nel XIX secolo  si erano resi conto, sia in Germania che in Francia, che i conti non tornavano.  Ci dicono che metà dei documenti sono falsi , però poi li hanno usati tutti!
Carlo Magno non aveva fatto in tempo  ad essere calato nella tomba che già Francesi e Tedeschi se lo contendevano quale rispettivo padre della patria. Ma ne hanno fatto un mito proprio perché non era né francese né tedesco.  Vagli a spiegare che il loro padre della patria era italiano,  perché qui era nato: “ era de San Chiodu !”
Dal signor, anzi monsieur,  Francis Monnier si evince un’altra importante considerazione: il
vero padre dell’Europa fu             Alcuino di York, fondatore della “Schola Palatina “ di Aquisgrana. E’ lì  che iniziò ad insegnare  le arti del Trivio ( dialettica, retorica, grammatica),  e del Quadrivio ( aritmetica, geometria,  astronomia, musica) . Gli allievi di Alcuino  poi gettarono le basi per fondare le più antiche scuole di studi generali, le Università. In Italia. Dove stavano realmente Alcuino e Carlo Magno negli ultimi anni della loro vita e dove furono sepolti. Carlo Magno a San Claudio al Chienti.  Alcuino di York a
Monte san Martino (MC).
 Ma le prove?  Non ci sono. Solo labili indizi,  ma che poggiano su un mare di archeologia, parecchia ancora  da riesumare.  Oltralpe forse avranno i documenti, che sono facili da trasportare o da falsificare:
ma cosa hanno di archeologico?
Mancini Enzo     Macerata  7 giugno 2019

martedì 28 maggio 2019

Lettera aperta a Jacques Dalarun del prof. Enzo Mancini

Lettera aperta a Jacques Dalarun

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti... Guide cieche che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello."  ( Matteo 23, versetti 23 - 24 )

Domenica 4 ottobre 2015 ebbi l'opportunità di andare a Gubbio per il festival del Medioevo.  Ho scoperto quel giorno che Gubbio non è poi così lontana da Macerata: ci sono arrivato con poco più di un'ora, senza correre troppo. Non conoscendo l'orario delle relazioni ci andai per tempo. Così mi dovetti sorbettare due ore di cultura ritrita, di linguaggio accademico in professorese, di persone che dicono, dicono... e alla fine non si capisce cosa hanno detto. Sicuramente è " a capa mia che nun è bona".
Ma valse la pena di aspettare, perché Dalarun è una persona squisita, e non parlava professorese. Nonostante l'italiano non sia la sua lingua madre si faceva capire benissimo.  Ho ascoltato il suo intervento con piacere ed attenzione, come tutta l'assemblea. E' un uomo innamorato di san Francesco, anzi del suo Francois, ( chiedo scusa ma non so mettere la cediglia). 
Trapelava dai suoi discorsi che avrebbe voluto essere nato nei luoghi di san Francesco.
Sono riuscito a farmi autografare una copia del suo" La vita ritrovata del beatissimo Francesco", che avevo acquistato qualche mese prima nella versione francese, per non aspettare l'edizione italiana. Tanto mi aveva incuriosito la storia del manoscritto originale, trovato in Italia, finito in America, acquistato dietro suo interessamento dalla Biblioteca Nazionale Francese. Dalarun concluse dicendo: " L'avventura non fa che iniziare! "
Gli lasciai una copia del mio "Aquisgrana Restituta". Credo di avergli rovinato il sonno per qualche giorno, se si è degnato di dargli un'occhiata.
Spero che non sia lui, capace di filtrare i moscerini con Tommaso da Celano, a ingoiare il cammello che la Francia di san Francesco sia la Francia di oggi e non quella che stava nelle Marche.
Mancini Enzo, li 27 maggio 2019, Macerata.

mercoledì 22 maggio 2019

Relazione della Dott.ssa Monia Formentini sulla chiesa di San Girio di Potenza Picena



Ebbi la fortuna di conoscere la Chiesa di San Girio negli anni 90,quando, allora membro del archeoclub di Civitanova, partecipai alla ricognizione e catalogazione del patrimonio ecclesiale dei comuni di Civitanova Marche e Potenza Picena.
La chiesa di San Girio (1270-1298),santo di origine francese,di cui si ipotizza la morte e la relativa sepoltura nelle vicinanze della Chiesa esistente. L'attuale chiesa con pianta a croce latina presenta  una facciata in stile neoclassico.
Nei lavori eseguiti nel 1951 per ristrutturare lo spazio absidale,  vennero alla luce frammenti scultorei, successivamente murato nelle pareti delle scale e nella cripta stessa.
Si tratta di 26 frammenti scultorei in pietra calcarea; per ognuno di esso ho redatto una scheda riportando; dimensioni,materiale,  descrizione, stato di conservazione; e la datazione da me ipotizzata si basa esclusivamente sull'analisi stilistica della decorazione,  che trae confronti con reperti  datati tra la fine del VIII E IL IX sec d.c..


Sono 26 frammenti di lastre scolpite ad intreccio pertinenti ad arredo liturgico,  per alcuni di essi è possibile ipotizzare l'appartenenza a dei cibori.
Il ciborio o tegurum prevedeva delle tende laterali che doveva celare il rito eucaristico ai fedeli, probabilmente doveva dare maggiore risalto all'altare, punto focale della Chiesa cristiana.
Appartenenti ad una  fase  precedente della chiesa attuale.
Monia Formentini

mercoledì 8 maggio 2019

Squadra del BRASILE alla COPPA DEL MONDO DI PARACICLISMO

Grazie alla Sig.ra Telma Bueno vi possiamo mostrare la squadra del Brasile, ospite presso l'Hotel San Claudio, che partecipa alla COPPA DEL MONDO DI PARACICLISMO in svolgimento a Corridonia (già Aquisgrana di Carlo Magno)

lunedì 29 aprile 2019

Presentazione di libri

Nell'ambito di "MACERATA RACCONTA", domenica 5 maggio alle ore 16,00 presso gli "Antichi Forni" di Macerata verranno presentati dai rispettivi autori i seguenti libri:
- DA CARLO MAGNO ALLA ROMA PICENA di Giovanni Carnevale e Domenico Antognozzi
- SAN CLAUDIO AL CHIENTI   XX SECOLO, sparizioni e misteri di Piero Giustozzi
 

Da Giorgio Rapanelli: AQUISGRANA di CARLO MAGNO è in Italia, nel Maceratese, a San Claudio al Chienti

Sabato, 27 aprile 2019, presentazione a Macerata, Teatro Don Bosco, del nuovo libro di Giovanni Carnevale e Domenico Antognozzi "Da Carlo Magno alla Roma Picena, nuove luci sulle origini dell'Europa", ripresa da una televisione italiana e da una belga.:
https://youtu.be/b98NudO7cjI