giovedì 19 ottobre 2017

Nuove riflessioni del Prof. Enzo Mancini su San Francesco ed i francescani

Frate ladro

Questa settimana la mia attenzione è stata catturata da un fatto avvenuto a Civitanova Alta: un frate cappuccino di corporatura robusta trova un ladruncolo nella sua cella e lo cattura personalmente in attesa delle forze dell’ordine.
Instant Karma si usa dire oggi nell’era internet.
Sarebbe a dire che per la mentalità comune il frate ha fatto benissimo. Non se ne può più di rubagalline, e poi il convento era stato appena visitato con la perdita di circa mille euri.
Il particolare che il povero diavolo si è messo a piagnucolare per intenerire  frate Forzuto mi ha fatto sorridere ma anche meditare.
Cosa avrebbe fatto san Francesco nella stessa situazione, dato che l’ordine dei Cappuccini fa parte della famiglia francescana?
Avrebbe detto:
“Cosa ti abbisogna, frate ladro, acciocché ti dica incontanente dove poter arraffare più in fretta ciò che smorzi la tua fame?”
Dopo che il ladro avesse preso quello che voleva lo avrebbe salutato dicendo:
“Quando di nuovo ti troverai nella bisogna torna quando ti aggrada, ché un tozzo di pane ti sarà procacciato dalla Divina Provvidenza! “
Questo per dire quanto è importante conoscere la Storia.
Evidentemente gli stessi francescani, salvo rare eccezioni, hanno dimenticato le loro radici!
Ma la vera storia di san Francesco secondo me è la leva che solleverà il mondo del medioevo dall’oscurità in cui è stato confinato da interessi diversi, nati il quel periodo storico ma evidentemente ancora oggi persistenti.

La questione francescana, che qualcuno ha definito “ un inestricabile ginepraio”, è nata dalla “damnatio memoriae” della Francia Picena e di Aquisgrana in val di Chienti.
Qualche spunto qua e là.
-Pietro di Bernardone gli affari li faceva nella Francia Picena. Non è pensabile che un commerciante carico di merci all’andata e di denari al ritorno si muovesse in un ambito diverso dal Ducato di Spoleto. Appena ne usciva sarebbe incappato in briganti e gabelle.
Per non parlare delle difficoltà geografiche e dei tempi di viaggio notevolmente più lunghi per arrivare nella Francia attuale.
-San Francesco deve il suo nome alla Francia Picena, da dove veniva donna Pica, sua madre, e Bernardone, suo nonno, dove suo padre faceva affari, dove il padre lo portava fin da piccolo per fargli conoscere la piazza, dove il futuro santo imparò a parlare francese, oltre che dalla madre.
-A leggere le biografie di san Francesco la sua presenza nelle attuali Marche viene ammessa a non più di un paio di occasioni, ma la tradizione locale possiede un numero di presenze del santo secondo solo all’Umbria. Inoltre gli studiosi ammettono che san Francesco è nato ad Assisi, ma il Francescanesimo è nato nelle Marche.
-Nel 1266 nel capitolo generale di Parigi l’ordine dei frati minori decise di utilizzare la sola “Legenda Major” di Bonaventura da Bagnoregio e di eliminare tutte le altre.( Per fortuna non tutti hanno eseguito gli ordini). Ma i francescani stavano nelle Marche: perché riunirsi dove ,se c’erano, ( solo nel 1229 si era conclusa la crociata contro i Catari, che somigliavano maledettamente ai francescani), erano quattro gatti letteralmente, mentre nelle Marche erano migliaia. I capitoli generali dei frati minori nel XIII secolo secondo me non si tenevano una volta al di qua e una volta aldilà delle Alpi ma degli Appennini.
Ci sarebbero altre cosa, ma per oggi può bastare.

Mancini Enzo,  li 19 ottobre 2017.

sabato 2 settembre 2017

Al risveglio dal lungo sonno, causato dal potere ipnotico da me esercitato durante la presentazione del mio libro, il Prof. Enzo Mancini mi invia queste sue considerazioni che con piacere pubblico.



Sogno di una notte di fine estate

Ci ricorderemo di questa estate 2017 per i vari focosi demoni, Caronte, Lucifero, Polifemo… che ci hanno voluto tenere compagnia anche di notte, tenendoci svegli più del solito.
A me hanno fatto pensare che mi devo impegnare di più per andare in Paradiso, che è preferibile all’Inferno anche per il solo particolare della temperatura.
Chissà se mi sarà riconosciuta a favore questa mia voglia di verità su quello che succedeva a San Claudio e dintorni più di mille anni fa!
Intanto a San Claudio questa estate qualcosa si è mosso, varie iniziative artistiche e culturali cui avrei dovuto partecipare di più.
Ho solo partecipato alla presentazione del libro di Alberto Morresi, che mi ha fatto piacere ascoltare, ( lottando stoicamente contro il potere ipnotico e soporifero dell’eloquio dell’amico Alberto), perché mi conferma che l’ipotesi che avevo azzardato in “Aquisgrana Restituta” non è affatto pellegrina.
Sull’argomento vorrei ricordare come agli inizi di febbraio 2014 diversi giornali e telegiornali italiani  hanno riportato questa notizia: “ Le ossa conservate nella cattedrale di Aachen sono davvero di Carlo Magno. Lo afferma una equipe di scienziati tedeschi e svizzeri dopo 26 anni di studio.”
Dopo di che neanche un minimo accenno a un solo motivo su cui basare questa sicurezza. Ma questi sono scienziati, sono svizzeri e tedeschi, proverbialmente solidi e precisi. Se non ci fidiamo di questi di chi ci dobbiamo fidare?
Caro Alberto, questi svizzeri e tedeschi lo sanno già che quelle non sono le ossa di Carlo Magno.
Vuoi che non abbiano fatto come minimo la datazione al radio carbonio?


Questo metodo oggi permette di risalire all’età del reperto organico con un margine di errore di più o meno dieci anni.
Vuoi che non abbiano sacrificato un poco dello stinco di santo Carlo Magno per avvalorare i loro studi di 26 lunghi anni?
Se la datazione fosse risultata vicina all’anno 814 l’avrebbero sbandierata con grande enfasi e clamore.
Se non l’hanno fatto, ( mi ci gioco la prostata, tanto non mi serve più), è perché il risultato che hanno ottenuto è compatibile con l’888, anno del decesso di Carlo il Grosso.
Questo personaggio storico anche noi italiani faremmo meglio a chiamarlo Carlo il Grasso, visto che in Germania Carlo Magno lo chiamano Karl der Grosse. Così non ci confondiamo più.
Domanda: se questo test di datazione l’hanno fatto, perché non l’hanno pubblicato?
Risposta: Cherchez l’argeant!
Che a pensar male si fa peccato, però ci si acchiappa.
Come è successo nel caso Diesel Gate della Volkswagen, con gli ingegneri coinvolti nella “Aachen connection”.
In fondo anche quelli erano scienziati, colti sul fatto di vendere fumo.
Ma in tale occasione gli americani non hanno avuto problemi di sudditanza psicologica verso i tedeschi, come purtroppo capita a noi del Bel Paese.


Macerata 1 settembre 2017                    Mancini Enzo

CONTESA DELLA MARGUTTA 2017. Il Medioevo questo sconosciuto: relatore NAZARENO MORRESI

Nel programma della Contesa della Margutta del 2017 è stata inserita una conferenza/dibattito che ha aiutato a chiarire i motivi che hanno contribuito a considerare l'alto medioevo un periodo "buio" e sterile culturalmente ed economicamente.

lunedì 28 agosto 2017

"IL MEDIOEVO: QUESTO SCONOSCIUTO"

Venerdì 1 settembre 2017 presso la sala convegni Cag "Pippo" di Corridonia  alle ore 21,00 avrà luogo un incontro culturale dal tema "Il Medioevo: questo sconosciuto".
Relatore: Prof. Nazareno Morresi
Moderatore: Prof. Diego Campetella