martedì 28 maggio 2019

Lettera aperta a Jacques Dalarun del prof. Enzo Mancini

Lettera aperta a Jacques Dalarun

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti... Guide cieche che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello."  ( Matteo 23, versetti 23 - 24 )

Domenica 4 ottobre 2015 ebbi l'opportunità di andare a Gubbio per il festival del Medioevo.  Ho scoperto quel giorno che Gubbio non è poi così lontana da Macerata: ci sono arrivato con poco più di un'ora, senza correre troppo. Non conoscendo l'orario delle relazioni ci andai per tempo. Così mi dovetti sorbettare due ore di cultura ritrita, di linguaggio accademico in professorese, di persone che dicono, dicono... e alla fine non si capisce cosa hanno detto. Sicuramente è " a capa mia che nun è bona".
Ma valse la pena di aspettare, perché Dalarun è una persona squisita, e non parlava professorese. Nonostante l'italiano non sia la sua lingua madre si faceva capire benissimo.  Ho ascoltato il suo intervento con piacere ed attenzione, come tutta l'assemblea. E' un uomo innamorato di san Francesco, anzi del suo Francois, ( chiedo scusa ma non so mettere la cediglia). 
Trapelava dai suoi discorsi che avrebbe voluto essere nato nei luoghi di san Francesco.
Sono riuscito a farmi autografare una copia del suo" La vita ritrovata del beatissimo Francesco", che avevo acquistato qualche mese prima nella versione francese, per non aspettare l'edizione italiana. Tanto mi aveva incuriosito la storia del manoscritto originale, trovato in Italia, finito in America, acquistato dietro suo interessamento dalla Biblioteca Nazionale Francese. Dalarun concluse dicendo: " L'avventura non fa che iniziare! "
Gli lasciai una copia del mio "Aquisgrana Restituta". Credo di avergli rovinato il sonno per qualche giorno, se si è degnato di dargli un'occhiata.
Spero che non sia lui, capace di filtrare i moscerini con Tommaso da Celano, a ingoiare il cammello che la Francia di san Francesco sia la Francia di oggi e non quella che stava nelle Marche.
Mancini Enzo, li 27 maggio 2019, Macerata.

mercoledì 22 maggio 2019

Relazione della Dott.ssa Monia Formentini sulla chiesa di San Girio di Potenza Picena



Ebbi la fortuna di conoscere la Chiesa di San Girio negli anni 90,quando, allora membro del archeoclub di Civitanova, partecipai alla ricognizione e catalogazione del patrimonio ecclesiale dei comuni di Civitanova Marche e Potenza Picena.
La chiesa di San Girio (1270-1298),santo di origine francese,di cui si ipotizza la morte e la relativa sepoltura nelle vicinanze della Chiesa esistente. L'attuale chiesa con pianta a croce latina presenta  una facciata in stile neoclassico.
Nei lavori eseguiti nel 1951 per ristrutturare lo spazio absidale,  vennero alla luce frammenti scultorei, successivamente murato nelle pareti delle scale e nella cripta stessa.
Si tratta di 26 frammenti scultorei in pietra calcarea; per ognuno di esso ho redatto una scheda riportando; dimensioni,materiale,  descrizione, stato di conservazione; e la datazione da me ipotizzata si basa esclusivamente sull'analisi stilistica della decorazione,  che trae confronti con reperti  datati tra la fine del VIII E IL IX sec d.c..


Sono 26 frammenti di lastre scolpite ad intreccio pertinenti ad arredo liturgico,  per alcuni di essi è possibile ipotizzare l'appartenenza a dei cibori.
Il ciborio o tegurum prevedeva delle tende laterali che doveva celare il rito eucaristico ai fedeli, probabilmente doveva dare maggiore risalto all'altare, punto focale della Chiesa cristiana.
Appartenenti ad una  fase  precedente della chiesa attuale.
Monia Formentini

mercoledì 8 maggio 2019

Squadra del BRASILE alla COPPA DEL MONDO DI PARACICLISMO

Grazie alla Sig.ra Telma Bueno vi possiamo mostrare la squadra del Brasile, ospite presso l'Hotel San Claudio, che partecipa alla COPPA DEL MONDO DI PARACICLISMO in svolgimento a Corridonia (già Aquisgrana di Carlo Magno)