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lunedì 2 maggio 2022

Che delusione il convegno di Spoleto su "I FRANCHI"!

Al convegno di Spoleto su "I FRANCHI" abbiamo inutilmente chiesto agli oratori quali fossero le motivazioni della "nomenclatura" delle Università per considerare falso il documento con il quale Angilberto descrive la costruzione della "Seconda Roma" da parte di Carlo Magno.

Di seguiti riportiamo il brano in questione tratto dal libro del Prof. Giovanni Carnevale: LA SCOPERTA DI AQUISGRANA IN VAL DI CHIENTI.

Dove va rifiorendo l’Urbe, la “seconda Roma”

coi suoi grandiosi edifici,

e tocca le stelle con le sue cupole

emergenti al di sopra delle mura,

Carlo Magno, in piedi sulla sommità dell’ARX,

indica da lontano i siti delle varie costruzioni

e fissa il perimetro della “futura ROMA”.

Lì ordina che ci sia il FORUM, e anche il SENATUS,

inviolabile per legge,

dove i senatori fissino i diritti del popolo,

si occupino delle leggi,

ed emanino ordinanze da rispettare come sacre.

Le maestranze lavorano alacremente:

chi ricava colonne da massi adeguati,

chi pensa a costruire l’ARX,

chi fa rotolare con le mani massi ingenti.

Scavano un PORTUS,

gettano le profonde fondamenta del THEATRUM,

coprono le costruzioni con alte cupole.

Altri rintracciano le sorgenti calde delle THERMAE,

recingono di mura i BALNEA

che ribollono per naturale calore,

fissano artistici sedili su gradini di marmo.

La fonte dell’acqua bollente non cessa di ribollire

e se ne spargono ruscelli in tutte le parti della città.

Altri altrove gareggiano nel costruire al Re Eterno

uno splendido TEMPLUM, di imponenti dimensioni,

e il sacro edificio si innalza verso il cielo con eleganti mura.

Lontano una parte del popolo sta in alto,

e con entusiasmo colloca massi sulla sommità del colle,

cementando i marmi con un impasto ‘a sacco’ di calce.

Un’altra parte sta dislocata lungo i gradini,

accogliendo volta a volta i carichi dei portatori

e fornendo il materiale alle mani impazienti dei costruttori.

Altri si caricano blocchi sulle spalle

o ne fan rotolare verso le mura.

Qua e là c’è chi, con la testa piegata a terra,

depone dalle spalle enormi fasci,

fiaccato dal peso gravoso. I carri stridono,

un confuso rumorio sale al cielo.

È tutto un gridare,

tutto un rimescolarsi di voci e rumori nell’URBE.

Vanno e vengono gli alacri portatori,

sparsi qua e là per l’URBE,

gareggiano nell’ammassare il legno

per la superba ROMA. Altri altrove preparano armi,

fabbricano utili strumenti appuntiti

con cui si possano scolpire i marmi, segare i massi.

Fervono i lavori …

giovedì 9 dicembre 2021

Da Angilberto, dignitario della corte di Carlo Magno.

 

 Dal libro LA SCOPERTA DI AQUISGRANA IN VAL DI CHIENTI del Prof. Giovanni Carnevale:

Interessantissimi rilievi di natura topografica si possono cogliere nella descrizione

di una giornata di caccia, fatta da Angilberto.

Per la caccia al cinghiale tutta la vallata si mobilitava: quando il sole sorgendo

illuminava i monti (Sibillini),


figli di Carlo Magno si alzavano dal “regale talamo”

(v. 156), mentre una schiera di nobili, radunatasi da ogni parte, li aspettava fuori

dell’ingresso. Al v. 168 si fa finalmente apparire Carlo Magno, ma subito dopo lo

si fa sostare nella vicina cappella a pregare. Quando il re usciva dalla cappella -

sacra limina templi deseruit (v. 170) -, tutt’intorno era un latrare di cani e un affollarsi

di personaggi. Agli squilli delle trombe militari le porte della nuova Roma si

spalancavano e la gioventù si precipitava di corsa lungo la valle verso il mare

… altae Urbis panduntur classica portae,

cornua concrepitant, fragor ingens atria complet

paecipitique ruunt iuvenes ad litora cursu. (v. 181)

Usciva intanto dalle sue stanze la “bellissima” regina Liutgarda e saliva a

cavallo. Il poeta indugia a descriverne l’acconciatura del capo, le preziose vesti, i

gioielli, i nobili del seguito. I figli col loro ampio corteggio l’aspettano all’uscita:

Pipino, Rhotrud che apriva il corteo, Berta. Lasciavano i sacrata Palatia anche

Gisella, Rhodaid, Theodrada assisa su un cavallo bianco, regalmente ornata e circondata

da giovani ancelle emozionate.

Chiudeva il regale corteo Hildrud e subito dopo seguiva il Senato della nuova Roma. Il corteo si dirigeva verso i lidi del

mare e a un certo punto si univa al corteo anche tutto l’esercito.

… regique exercitus omnis

iam sociatus adest;... (v. 269)

In Val di Chienti, tra il lido del mare Adriatico e la zona archeologica di

Aquisgrana, c’è una vasta pianura che ancor oggi si chiama “Campo Maggio”. Era

qui, al Campus Maius, che stazionava l’esercito carolingio. Tutta la valle del basso

Chienti poteva così essere sbarrata da cani e cavalieri.

La caccia aveva inizio e ben presto un fulvo cinghiale, anelante e spossato per

il tanto correre a causa dell’inseguimento, veniva spinto sulla spiaggia del mare.

Qui Carlo, accorrendo a cavallo, lo finiva. La povera bestia morendo si voltolava

nella sabbia dorata in flava moriens sese volutat harena.

I figli di Carlo Magno assistevano alla scena dai colli sovrastanti il mare, regalis

haec proles speculatur ab alto (v. 299). (26)

Tutti poi prendevano parte alla caccia e la strage di cinghiali proseguiva fino a

sera, quando Carlo Magno divideva equamente il bottino e intraprendeva in senso

inverso il percorso fatto al mattino, inde reflectit iter, campum repetens priorem

(v. 314).

Il campum è di nuovo il “Campo Maggio”, questa volta ben evidenziato dal

fatto che al centro c’erano ricche tende piantate a terra (per ospitare i membri

della famiglia regale) e da una parte e dall’altra faceva bella mostra di sé lo splendido

accampamento dei condottieri franchi.

Aurea hic terris passim tentoria fixa /stant, pomposa ducum hinc inde et castra

nitescunt (v. 318). Qui si concludeva la festa mangiando, bevendo e prendendo poi

sonno a notte inoltrata.

domenica 20 dicembre 2020

ANGILBERTO, ad Aachen, pensate che abbia potuto assistere a questa meraviglia?

 

ANGILBERTO in “ CARMINA DUBIA” descrivendo Aquisgrana afferma:

"Exoritur radiis cum primum Phoebus honestis, Et iubar ignicomo perlustrat lumine montes, Praecipites scopulos et summa cacumina tangens Silvarum,…..”

"Non appena sorge il sole coi suoi luminosi raggi e il suo splendore illumina con fiamme di fuoco i monti, le rocce scoscese, e lambisce la sommità dei boschi…..”

 

Angilberto descrive esattamente quello che è possibile ammirare ogni mattina, nelle belle giornate, ad Aquisgrana di Carlo Magno nelle Marche (distinta da Aachen, voluta dal Barbarossa), cioè la magnifica vista dei monti Sibillini (confusi con le Ardenne) e sullo sfondo, sulla sinistra, il Gran Sasso dell’Abruzzo. Ad Aachen si può solo ammirare qualche bassa ed insignificante collinetta.