Un ulteriore motivo di sostegno della tesi del Prof Giovanni Carnevale :
- La rappresaglia longobarda: Secondo Carnevale, se gli abitanti di Fermo, Osimo e Ancona fuggirono verso Roma allo scoppio della guerra tra Carlo Magno e Desiderio, non lo fecero come semplici civili, ma come alleati (o coloni) dei Franchi già stanziati nel Piceno.
- La paura dei Longobardi: La fuga avvenne per timore delle truppe longobarde provenienti da Chiusi (a Clusis). Questo indica che il Piceno era già un'enclave franca percepita come nemica dal re longobardo Desiderio.
- More Romanorum: Il fatto che gli esuli si siano tagliati barba e capelli secondo l'uso romano (tonsurati sunt) è interpretato da Carnevale come la prova che queste persone avessero precedentemente usi germanici (franchi).
- L'atto di sottomissione: Tagliare i capelli non era solo un fatto estetico, ma un segno legale di passaggio dalla protezione di Carlo Magno alla protezione diretta del Papa, in un momento in cui l'esercito franco non era ancora arrivato a soccorrerli.
- Il futuro duca: Tra questi profughi figurava Hildeprand, che poco dopo sarebbe diventato Duca di Spoleto per mano dei Franchi.
- Ritorno a casa: La successiva nomina di Hildeprand a duca e la sua gestione del "Palatium" nel Fermano (come visto nel processo a Rabenno) dimostrerebbero che egli non fece altro che tornare nei territori da cui la sua stirpe proveniva e dove i Franchi erano già radicati.
- Presenza pre-imperiale: Se i Franchi erano già habitatores stabili del Piceno prima del 774, cade l'idea che siano arrivati solo come conquistatori. Erano già lì, rendendo il territorio il candidato ideale per ospitare la sede del potere (Palatium).
- L'Aquisgrana "Adriatica": Questa popolazione franca, legata alla cultura romana (come dimostra la velocità con cui si "romanizzano" a Roma), avrebbe costruito San Claudio al Chienti come espressione di una sintesi tra l'architettura imperiale romana e le necessità della corte franca.