I Re Magi
L'antichità Cristiana e il Medioevo
consegnano all'età moderna un'immagine ormai costituita e canonizzata dei Magi.
Le numerose tradizioni
culturali orientali ed occidentali costituivano un corpus abbastanza unitario e
compatto trasmesso all'età moderna.
Nel Medioevo si era andata progressivamente sviluppando, soprattutto dopo Carlo
Magno e ancor più dal XII secolo, una sorta di polarizzazione dialettica dei Magi,
che costituiva anch’essa un’importane eredità per l’età moderna.
Fu durante il periodo
medievale, invece, che la produzione letteraria ed iconografica sui Magi crebbe
in misura importante ed in qualche modo deformante.
Le leggende orientali amano ricordare anche l’esistenza di un dono fatto ai Magi
da Maria: una tradizione che Marco Polo trovò ancor viva in Persia nel XIII
secolo.
Tradizioni e leggende che in Occidente
avevano il sapore dell’occulto e del demoniaco, incomprensibile o imbarazzante,
e le narrazioni sui Magi ne risentirono.
Il volgare italiano permise di
distinguere il pericoloso “mago” dal venerabile “Magio”.
Nell'iconografia il passaggio
al primo Medioevo segnò anche il graduale abbandono dell'abito persiano, con
berretto appuntito e calzoni abbottonati di lato, in favore di sontuosi
abbigliamenti sovente abbelliti dalla corona regale. Tra l'età carolingia e il X
secolo si completa, in Occidente, il cambio del nome da “Magi” a “Re Magi”. Fu
poi Agnello di Ravenna, nel IX secolo, a fissare i nomi di Gaspare Melchiorre e
Baldassarre.
I Magi, secondo una tradizione
dell’XI secolo, erano stati portati a Costantinopoli da Sant'Elena, erano
giunti a Milano Grazie all'opera di un vescovo di nome Eustorgio. Fino al XII
secolo inoltrato non si ha notizia di uno speciale culto tributato ai Magi a
Milano.
Il punto di svolta nella storia
del culto dei Magi in Occidente fu il 1164. L'11 giugno di quell'anno partì da
Milano Rainald di Dassel, vescovo di
Colonia, alla volta della sua città portando con sé i Re Magi.
Il cancelliere dell'imperatore,
Rainald, già studente a Parigi e allievo di Abelardo, era infatti il più rigido
interprete della volontà di Federico I di sottomettere i comuni dell'Italia
settentrionale al suo potere.
Milano era stata sottoposta ad
un lungo assedio da parte delle truppe dell'imperatore e dopo la capitolazione
aveva dovuto subire la distruzione delle mura e l'allontanamento degli abitanti
(marzo 1162)
Già il 7 settembre del 1159, alla
morte di papa Adriano, il collegio cardinalizio si era spaccato: la maggioranza
aveva eletto Alessandro III, mentre la minoranza aveva scelto Vittore IV,
appoggiato dal Partito favorevole al Barbarossa.
Il sinodo di Pavia, convocato
dallo stesso Federico I nel febbraio del 1160, riconobbe Vittore IV come papa
legittimo, aprendo uno scisma, che proseguì anche dopo la morte di Vittore IV.
Il Cancelliere imperiale Rainald di Dassel, nell’aprile del 1164, fece in modo
da dargli un successore nella persona di Pasquale III
Tra i simboli più visibili
dello sforzo Imperiale vi furono la canonizzazione di Carlo Magno da parte di
Pasquale III nel dicembre 1165 e la valorizzazione delle reliquie dei Magi.
I corpi dei tre Re non potevano
rimanere nella ribelle Milano: molto meglio Colonia, fedele città imperiale.
La traslazione fece scalpore in
tutta la cristianità, fin nella lontana Islanda. Cappelle dedicate ai Tre Re
sorsero anche a Bolzano e Bressanone.
Il culto dei Tre Santi Re ebbe
da allora il suo centro nella cattedrale di San Pietro di Colonia. Colonia
divenne la città dei tre Re: Gaspare Melchiorre e Baldassarre. Il centro renano
fu meta di Pellegrinaggi di prima grandezza.
Relativamente alla
canonizzazione di Carlo Magno, preludio al suo trasferimento dal suo luogo di
sepoltura nel Piceno fino in Germania è interessante evidenziare che questo
avvenne nello stesso periodo e soprattutto ad opera dello stesso Rainald di
Dassel.
Riteniamo che enfatizzare il
trasporto dei Magi a Colonia sia stato uno stratagemma, necessario per evitare
che durante il trasporto di Carlo Magno vi fossero tentativi della dinastia
capetingia di trafugare il corpo del grande Imperatore.
I Capetingi desideravano portare
e conservare i resti mortali di Carlo Magno nella chiesa di Saint Denis, costruita
per accogliere le spoglie di Pipino il Breve e sua moglie Berta. Disporre dei
resti di Carlo Magno avrebbe consentito ai Capetingi, nel rispetto della tradizione
dei popoli del nord, che consente di trasferire la eredità solo in presenza del
corpo del defunto, di poter ereditare il diritto di essere eletto Re dei Romani
e successivamente essere creato imperatore dal Papa.
La nostra ipotesi è
avvalorata dall’analisi delle fonti storiche:
La documentata
“translatio beati Caroli” voluta dal Barbarossa e realizzata da Rainald di Dassel avrebbe dovuto avere
un temporaneo deposito dei resti dell’Imperatore a Colonia.
La coincidenza contemporanea
dei due avvenimenti, traslazione di Carlo Magno con la traslazione dei Re Magi,
ci consente di affermare che, anche i resti del Beato Carlo Magno, siano stati
sistemati a Colonia.
Non appena la chiesa di Aachen
fosse stata completata il Barbarossa avrebbe trasferito il corpo di Carlo Magno
in questa chiesa.
Il Barbarossa avrebbe così
realizzato il suo sogno, cioè riprendere e continuare al Nord della Germania gli
antichi fasti imperiali della Cappella
Palatina di Aquisgrana in Val di Chienti.
Quanto ipotizzato è
effettivamente confermato da documenti storici significativi:
Federico Barbarossa
fu l’ultimo ad essere incoronato re di Germania nel 1152, ad Aquisgrana in Val di Chienti
Successivamente la
città di Colonia ebbe un ruolo centrale nelle vicende dinastiche del Sacro
Romano Impero, in particolare per quanto riguarda l'incoronazione dei re dei
Romani (tedeschi).
Ottone IV di
Brunswick fu incoronato re dei tedeschi (Re dei Romani) a Colonia il 12 luglio
1198 dall'arcivescovo Adolf di Colonia.
Dopo la morte di
Enrico VI di Svevia (1197), si aprì una contesa per la corona tedesca tra gli
Hohenstaufen e i Guelfi.
L'incoronazione a Colonia di Ottone IV (guelfo). Ottone IV riuscì a
prendere il controllo dell'area del Reno e fu incoronato a Colonia (invece che
nella tradizionale Aquisgrana) per legittimare il suo potere.
Dopo Ottone IV, il
sovrano che ricevette una significativa (e seconda) incoronazione a Colonia fu
il suo rivale Filippo di Svevia (Hohenstaufen).
Sebbene Filippo fosse già stato incoronato a Magonza nel 1198, la cerimonia fu
ripetuta solennemente a Colonia il 6 gennaio 1205 dall'arcivescovo Adolfo di
Altena. Questa seconda cerimonia fu cruciale per la sua legittimazione, poiché la
sua incoronazione doveva essere fatta in presenza del defunto Carlo Magno per
avere validità giuridica del trasferimento dell’eredità a Re dei Romani.
Filippo di Svevia
fu quindi incoronato secondo la consuetudine nella regione renana, cioè in
presenza del corpo di Carlo Magno.
Dopo l'assassinio
di Filippo nel 1208, il suo oppositore Ottone IV rimase l'unico sovrano fino
all'ascesa di Federico II di Svevia, il quale ricevette le sue incoronazioni a
Re dei Romani a Magonza nel 1212 e successivamente, per validare la sua
elezione, fu incoronato Re nella nuova cattedrale di Aquisgrana, la cui costruzione
era stata completata e vi era stato trasferito il corpo di Carlo Magno.
Possiamo ritenere
che il 25 luglio del 1215 Federico II sia stato il primo Sovrano ad essere
eletto Re dei Romani nella completata chiesa di Aachen, divenuta la Nuova
Cappella Palatina di Aquisgrana del
Barbarossa.
Fu in quella
occasione che Federico II il 27 luglio 1215 donò alla Cappella Palatina di
Aquisgrana il Reliquiario di Carlo, la sontuosa cassa in oro e argento che ancora
oggi custodisce i resti di Carlo Magno.
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