lunedì 2 novembre 2026

Per il Prof Enzo Mancini l'intelligenza artificiale nega una curiosa tradizione marchigiana

San Martino 

 "BIG BROTHER” ALLA FESTA DEI CORNUTI

 
Qualche anno fa mandai una lettera alla rivista “Focus” che mi pubblicarono. 
Era la mia interpretazione della “Festa dei Cornuti”, tradizione dell’11 novembre, in cui si celebra san Martino di Tours, santo patrono del popolo Franco.  Avevo letto da poco il saggio di Else Roesdahl, archeologa e storica dei Vichinghi, della Aarhus University, Danimarca. Diceva che in nessuno dei siti vichinghi da lei studiati aveva trovato una minima traccia di un elmo con le corna. L’elmo cornuto che sfoggiano i tifosi svedesi negli eventi sportivi internazionali sono una invenzione moderna, una “Fake news”. 
D’altra parte alla biblioteca Mozzi – Borgetti di Macerata avevo trovato un libro degli anni venti, illustrato con foto e disegni. Uno dei disegni rappresentava guerrieri Franchi, quasi tutti con un elmo cornuto: la didascalia diceva che praticamente era la divisa dell’esercito Franco. 
Convinto della teoria del professor Giovanni Carnevale, appreso che il santo patrono dei Franchi era san Martino di Tours, che si festeggia l’11 novembre, diedi la mia interpretazione sulla comparsa della popolare festa dei cornuti, che Greci e Romani non avevano. 
Non associavano l’infedeltà coniugale alle corna: nelle commedie di Plauto sarebbe risultato un particolare molto evidente.                                                                      
Ai tempi di Carlomagno i cavalieri  Franchi si ritrovavano al Campomaggio, fra san Claudio e Trodica di Morrovalle, per esercitarsi e prepararsi alle spedizioni contro i Sassoni, gli Avari e altri. Tornavano per la festa di san Martino per svernare al tepore di Aquisgrana. Erano i padroni e tornavano a far pesare la loro presenza a servi e contadini, rimasti sul posto. 
Come si consolavano i servi? Ripensando alle mogli dei guerrieri che alcuni di loro avevano soddisfatto in mancanza del legittimo consorte.                            La tradizione della corsa dei cornuti è nata in val di Chienti: questa è la mia opinione, conseguente alla tesi di Giovanni Carnevale. 
Dopo l’ottavo secolo questa presa in giro popolare si diffuse alle regioni limitrofe, specialmente in Abruzzo.   
Oggi, 2 novembre 2026, provo a chiedere in internet in quali paesi d’Italia si celebra la festa dei cornuti, convinto che la tradizione sia affievolita tanto più ci si allontana dal centro Italia.  
Mi risponde con un elenco di paesi abruzzesi, romagnoli, laziali.    
Insisto direttamente con AI: “dove nelle Marche si celebra la festa dei cornuti?” 
Risposta dell’Intelligenza Artificiale: “ Nelle Marche non esiste una festa dei cornuti ufficiale o attiva simile a quelle celebrate in altre regioni d’Italia. C’era a Caldarola in passato, oggi però è completamente scomparsa”.
George Orwell in “Nineteen Eighty Four” , (1984), romanzo della letteratura distopica, ci aveva avvisato:
Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
 
BIG BROTHER , il Grande Fratello, l’Intelligenza Artificiale, vuole privare le Marche anche della tradizione, dopo che gli storici Tedeschi e Francesi, con la complicità di qualche italiano, ci hanno fregato la Storia.
 
MANCINI ENZO  2 novembre 2026,  in vista della festa di san Martino.
 

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