lunedì 3 agosto 2026

Il Prof. Enzo Mancini ubica Aquisgrana grazie ad una analisi sulla Rinascenza Carolingia

 

RINASCIMENTO ITALO CAROLINGIO

 

Il Rinascimento Italiano nasce a Firenze agli inizi del XIV secolo: non penso che lo si possa contestare. Questo straordinario risveglio culturale, artistico e scientifico fu reso possibile da tre fattori principali:                                                                                             

1) La riscoperta di testi classici antichi, reperti archeologici, statue…                                    

2) la nascita della prospettiva nei dipinti, con Filippo Brunelleschi.                                       

3) Il mecenatismo: I Medici a Firenze, i papi a Roma, le varie corti di Milano, Ferrara, Mantova…                                                                                                                               Il 

Rinascimento non nasce dal nulla ma da un fertile substrato preesistente.

La Rinascita Carolingia è stato il risveglio culturale che coincise con gli anni al potere di Carlo Magno, ( 768 – 814 d. C. ), di cui possiamo dire:                                                         

1) Il fulcro della Rinascita fu la Schola Palatina di Aquisgrana.

2) ne furono protagonisti  Alcuino di York, Paolo Diacono, Pietro da Pisa, Eginardo.

3) Venne introdotta la scrittura “minuscola carolina”.

4) Monaci amanuensi copiarono migliaia di manoscritti latini antichi.

 

Mi sono letto da poco un libro di Fernando Vittorino Joannes dal titolo: “Carlo Magno”, stampato nel 1994, Editoriale del Drago, Milano. Il francescano padre Joannes, nato a Brescia nel 1931, morto nel 2012, non conosceva la tesi di Giovanni Carnevale su Aquisgrana a san Claudio. E’ un peccato: sono convinto che non l’avrebbe ignorata o derisa come  altri intellettuali universitari. Avrebbe detto con Baruch Spinoza:“Non ridere, non lugere neque detestari sed intelligere”. (La frase l’ho appresa da monsignor Cosimo Semeraro).                                                        

Padre Joannes spende gran parte del suo saggio per parlare della Rinascita  Carolingia. Fra l’altro sottolinea che non poteva nascere dal nulla e che le è stato necessario un esercito di monaci amanuensi. Però non si pone il quesito: come è stato possibile formare questo esercito di amanuensi dalle foreste dell’Assia nell’VIII secolo?                                 

L’abbazia di Fulda è stata fondata nel 744, quando san Bonifacio non era stato ancora ucciso e Carlo Magno aveva due anni. Dove stavano a Est del Reno le greggi di pecore che dovevano fornire le migliaia di pergamene?   Si e no ci poteva essere qualche capra. (Mi scapperebbe di dire a qualcuno ”capra, capra, capra” ).                                           

Il formaggio “Pecorino” in Germania nell’VIII secolo non si produceva, solo da noi, fra Marche, Abruzzo e Lazio. Quando Carlo Magno lo assaggiò lo volle sempre alla sua mensa, come ha scritto Roberto Gervaso in compagnia di Indro Montanelli. Pecorino, pecore, pergamene e monaci amanuensi a metà dell’VIII secolo in Germania non ci stavano, sicuramente non nella quantità necessaria alla Rinascita Carolingia.           

Nella penisola italiana si. Eginardo scrive che Carlo Magno provò a scrivere da adulto e non ci riuscì. Questo esercito di amanuensi doveva essere istruito da piccoli. Se a Fulda avessero cominciato dalla sua fondazione sarebbero stati sempre quattro gatti quando gli amanuensi erano indispensabili.

Ergo … la Rinascita Carolingia ebbe luogo in Italia.

 

Mancini Enzo 3 agosto 2026