venerdì 28 ottobre 2016

A proposito della Francia in Val di Chienti


A proposito della Francia in Val di Chienti

Ci scusiamo di aver omesso il nome dell'autore delle ricerche qui riportate e dei riferimenti bibliografici pubblicati: il Sig. Massimo Orlandini.
Ad Orlandini deve essere riconosciuto il merito di aver intuito e trovato le fonti che indicano che Federico Barbarossa era operativo in Italia come duca e marchese molto prima di essere incoronato imperatore.


Nell’aprile del 799, papa Leone III mentre si recava a S. Lorenzo in Lucina per celebrare una funzione religiosa, fu aggredito da un gruppo di congiurati. Gli strapparono le vesti, tentarono di cavargli gli occhi e di tagliargli la lingua.
Poi trascinatolo all'interno della chiesa di San Silvestro lo malmenarono selvaggiamente. Successivamente portarono il Papa in un monastero da dove un gruppo di fedeli lo liberarono e lo portarono in S. Pietro.
Avvisato dell’accaduto il duca di Spoleto Winichis, giunse a Roma, prelevò il Papa per condurlo a Spoleto. Leone III chiese di incontrare Carlo Magno. Fu accompagnato quindi  a Paderborn dove fu accolto da Carlo Magno.

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Abbiamo trovato che un autore, nel  XVIII secolo, nel raccontare questa vicenda , in base a quanto aveva trovato nel “liber Pontificalis” ci informa che Leone III fu accompagnato, passando per  Spoleto,  in Francia (sicuramente la Francia in Val di Chienti) e successivamente a Roma.

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lunedì 24 ottobre 2016

CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI

Martedì 25 alle h 15.15 nell'auditorium dei Geometri di Macerata ( v. Gasparrini , traversa di v. Cioci, vicino Villalba) ci sarà il primo incontro del CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI con la lezione del prof. LAMBERTINI dell' Università Macerata sul tema "IL METODO STORICO".

Tutti possono partecipare gratuitamente e promuovere l'iniziativa, tenendo presente che la lezione è rivolta ai docenti in funzione del loro aggiornamento (per gli insegnanti è infatti a pagamento).
Cordialità

lunedì 17 ottobre 2016

Formella venuta alla luce durante uno scavo a San Severino Marche

Interessante riproduzione!


Percorso di formazione 2016-2017: Alla scoperta del Medio Evo. Comunicato informativo

Il percorso di formazione “Alla scoperta del Medio Evo”, rivolto a tutte le scuole primarie, secondarie di I e II grado, è promosso dall’Associazione Diesse di Macerata insieme all’I.I.S. Bramante” di Macerata e al Centro Studi San Claudio al Chienti.
Il corso è nato dall’interesse di alcuni docenti verso il Medio Evo, periodo che sarà approfondito nella particolare prospettiva della storia del nostro territorio, e si propone di aumentare la consapevolezza della metodologia della ricerca storica e di approfondire la storia locale e le interconnessioni tra specie vegetali, l’ambiente e le vicende storiche e culturali.
Per la ricaduta didattica e lo sviluppo delle competenze professionali sono previsti laboratori sull’utilizzo critico dei testi letterari e dei documenti storici e attività da svolgere in classe.
Le 25 ore in programma saranno articolate in lezioni e laboratori, una visita guidata all’Abbazia di San Claudio al Chienti e una serata dedicata al “Cibo tradizionale a tavola” con illustrazioni, commenti e otto degustazioni, curate dallo chef pluristellato Silvano Scalzini del “Picciolo di rame”.
I relatori sono particolarmente illustri e qualificati, a cominciare dal prof. Roberto Lambertini, docente di Storia Medievale all’Università di Macerata; molti sono studiosi di fama internazionale come il prof. Franco Nembrini; altri sono collezionisti, ricercatori e studiosi locali, come il noto prof. Giovanni Carnevale.
Sarà proprio il prof. Lambertini ad aprire il corso all’auditorium dei Geometri di Macerata martedì 25 ottobre alle ore 15 con una lezione dal titolo: “Il metodo storico”.
La partecipazione ai vari appuntamenti è libera e gratuita.
Per il rilascio dell’attestato, gli insegnanti possono avvalersi della “carta del docente” per versare la quota di iscrizione al corso,valido per concorrere a soddisfare l’obbligo della formazione previsto dalla L. 107.

prof.ssa Elisabetta Marcolini, Referente DIESSE Macerata

mercoledì 12 ottobre 2016

Percorso di formazione 2016-2017: ALLA SCOPERTA DEL MEDIOEVO.

L'iniziativa è valida ai fini della formazione del personale della scuola.
Alla partecipazione verrà rilasciato l'attestato di frequenza.
Programma e modalità di iscrizione sono indicati nei fogli illustrativi.





martedì 11 ottobre 2016

Simonetta Torresi presenta: "La storia dei popoli delle Marche ovvero l'origine d'Europa".

Giovedì prossimo 13 ottobre alle ore 17 c/o il teatro della Filarmonica di Macerata in via Gramsci 30, Simonetta Torresi presenta il suo libro dal titolo "La storia dei popoli delle Marche ovvero l'origine d'Europa".

lunedì 10 ottobre 2016

Il prof. Enzo Mancini ci incuriosisce e stupisce ancora con il suo: MAN IN BLACK

MEN IN BLACK

Nella vicenda di Aquisgrana a  san Claudio vengono fuori inattesi risvolti: la presenza degli uomini in nero, non nella fantasia ma nella più dura realtà: si staglia sinistra su questa storia  l'ombra delle SS.

Mio fratello mi ha riferito la testimonianza di Claudio Franceschetti, fratello di Annibale Franceschetti, i proprietari dell'antico mulino di san Claudio.
Ho avuto modo di parlare spesso con  Annibale, meno con Claudio.
Annibale mi raccontò un fatto interessante: prima di abbandonare la posizione i tedeschi, allo scopo di rallentare l'avanzata degli alleati non minavano solo i ponti, anche i mulini.
E il mulino di san Claudio stava per essere fatto saltare. La mamma di Annibale e Claudio si era messa a piangere e poco dopo anche i figli. Ma c'era un comandante tedesco, che parlava l'italiano, che aveva preso a benvolere questi bambini: ebbe compassione e ordinò di rimuovere le carica esplosive.
Così il mulino restò in piedi e dette ai due fratelli la possibilità di lavorarci fino alla pensione.
Solo adesso, dopo che i due fratelli sono morti, ho realizzato che il comandante tedesco era Wolfgang Hagemann.
Dopo la guerra questo signore tornò in Italia e tenne la carica di direttore del DHI,
l’istituto storico tedesco che ha sede in Roma.
Si interessò soprattutto di Federico II, cercando i risvolti delle sue vicende negli archivi dei paesi ( a quei tempi risultava strano) del fermano soprattutto.
Chi si interessa di storia locale di questa regione conosce benissimo questo autore.
Io mi sono spesso domandato come facesse questo tedesco a sapere tutto dei nostri paesetti. Ora me lo spiego.
Ma torniamo al periodo della seconda guerra mondiale.
Mio fratello Ennio ha raccolto, quasi per caso, la testimonianza di Claudio Franceschetti, pochi mesi prima che morisse, che i Tedeschi nel 1944 mandarono a san Claudio una delegazione di alto livello, che ispezionò l’interno della chiesa, non certo sotto gli occhi di tutti.
Ora passo alle logiche supposizioni, altro non si può fare.
Questa delegazione era sicuramente costituita dalle SS di Heinrich Himmler, mandate a Iesi sulle tracce del Codex Aesinas: dovevano trovare l’unica copia antica dell’opera di Tacito “Germania”, custodita nella villa dei conti Baldeschi – Balleani, perché dovevano cambiare un’inezia: un tamquam con un quamquam.
Questa inezia dava ai nazisti l’alibi morale per proclamare la supremazia della razza ariana! Troppo lungo da spiegare, ma fidatevi, è così, cioè, era così.
Questa spedizione non trovò il codex aesinas, ma credo che non tornò a casa a mani vuote. Si portò a casa la mummia di Ottone III.

Erano passati diciotto anni dal suo ritrovamento sotto l’altare di San Claudio.
Il parroco don Giovanni Michetti conservava lo spadino ritrovato sopra la mummia, sapeva dove era stata ritumulata, come lo sapeva metà dei parrocchiani:
Secondo me uno come Wolfgang Hagemann aveva capito che quella mummia era di Ottone III, molto prima di Giovanni Carnevale.
Ma se i nazisti se la sono presa nel 1944, che andiamo a cercare noi oggi, le farfalle?
Ora qualcuno mi dirà: dove sono i documenti, dove sono le prove di quello che scrivi?
Che devo rispondere? Ma Himmler e le SS sono realmente esistiti?
I tedeschi non scherzano mai, recita una nota pubblicità per una auto tedesca, però dicono un sacco di bugie.
Provate a pensare allo scandalo della Volkswagen: con 15 miliardi di euro la storia verrà chiusa e chi s’è visto s’è visto.
Ma è veramente curioso che i molti ingegneri inventori del dispositivo fraudolento si sono laureati tutti ad Aachen, tanto che i giornali che parlano di questa frode titolano “Aachen connection”.
Per chiudere il discorso, che sarebbe troppo lungo e complicato, quello che mi preoccupa è che forse da qualche parte in Germania questa mummia potrebbe saltar fuori da un momento all’altro.
Allora l’intelligentone milanese  potrà dire tranquillamente: “ Io lo avevo detto  che questi valdichientisti arroganti e visionari erano da rinchiudere in un manicomio.”

Enzo Mancini

sabato 1 ottobre 2016

Festival del medioevo di Gubbio

Martedì 4 ottobre 2016 alcuni soci del Centro Studi San Claudio al Chienti saranno presenti presso la sala di esposizione/vendita libri per rispondere ai Vs. quesiti.