L’astrolabio di Destombes
Il più antico astrolabio europeo conosciuto è noto come “carolingio”, oppure dal suo proprietario scopritore, di Marcel Destombes. Questo signore era un appassionato di cartografia e strumenti nautici antichi; passione che aveva sviluppato sul campo, in una vita passata sulle navi. Durante la seconda guerra mondiale, trovandosi dalle parti del sol levante, per lavoro, non su una nave da guerra, fu preso prigioniero dai Giapponesi.
Questo astrolabio di bronzo porta su un suo componente l’enigmatica scritta: ROMA ET FRANCIA.
Enigmatica perché dovrebbe indicare, come in altri strumenti simili, la zona in cui poteva essere utilizzato.
Perché l’astrolabio veniva costruito per una fascia di latitudine limitata, di circa tre o quattro gradi, se ricordo bene quello che mi diceva il professor Franco Zavatti, figlio del noto esploratore polare Silvio Zavatti. Il professor Zavatti era entusiasta della teoria di Giovanni Carnevale, che poneva nel medioevo Roma in Francia, nella Francia Picena. Aveva risolto il rompicapo che aveva fatto ammattire per anni il mondo accademico francese. Poi Zavatti se ne tornò a Bologna e scomparve da questi orizzonti: non ne ho sentito più parlare, sparì dai social non so perché. Spero che sia ancora vivo e in buona salute.
Marcel Destombes acquistò l’astrolabio nel 1961 da un antiquario o un robivecchi. Per quanto mi risulta Destombes non ha voluto mai dire dove, ma a mio parere questo dove non è un particolare secondario. Io ricordo perfettamente che nel 2005 in internet qualcuno scriveva che era stato trovato nel negozio di un antiquario dell’Italia centrale, che poteva essere Bologna o Firenze. Se cercate adesso in rete quella provenienza è scomparsa, sostituita da una imprecisata località del centro della Francia. Secondo me per avvalorare la tesi che l’oggetto provenga da “al Andalus”, la Spagna araba del decimo secolo. Marcel Destombes pubblicò di questo astrolabio nel 1962, dando inizio ad una controversia mai cessata nel mondo accademico transalpino.
L’ambiente universitario Francese fu destabilizzato da questo oggetto,in cui per la prima volta venivano utilizzate cifre arabe e parole latine. Un rompicapo irrisolvibile per le teste d’uovo di Parigi, una constatazione semplicissima per chi accetta la teoria del professor Carnevale. Il mondo accademico francese si divise fra chi riteneva l’oggetto più vero delle pergamene medievali e chi lo vedeva come un sofisticato falso creato per farsi pubblicità.
Lo storico francese più importante di quel periodo, Henri Michel, ha scritto: “ Je considere cet istrument comme le document le plus interessante qui nous soit parvenu du Haut Moyen Age”. Non occorre tradurre per capire che lo riteneva vero. Ma a seguito delle allusioni di falsificazione Marcel Destombes si incazzò. Secondo David A. King fece la cosa giusta: lasciò l’astrolabio ad un museo che ne apprezzava l’importanza. Non ad un museo nazionale francese, ma a l’Istitut du Monde Arabe de Paris, sovvenzionato solo in parte dallo stato francese, perlopiù da privati e da paesi aderenti alla Lega Araba.
David A. King ha pubblicato nel 1996: The earliest known european astrolabe in the light of others early astrolabes; Leo S. Olschki editore MCMXCVI Firenze.
Per quanto sono riuscito a leggere ritengo che questo signore sia il migliore orientalista e specialista nella storia dell’astronomia nella civiltà islamica. Questo americano, ancora vivente, ha studiato ad Oxford, Cambridge, Yale, è stato professore alla New York University, è stato direttore dell’Istituto di Storia delle Scienze alla Johann Wolfgang Goethe University – Frankfurt an Main.
Scrive nella sua pubblicazione:
-Se l’astrolabio di Destombes fosse un falso, il falsario che lo ha prodotto doveva saperne di più di tutti gli esperti di astrolabi latini e arabi di tutti i tempi messi assieme.
-C’è una tendenza di certi colleghi a considerare falso quello che non capiscono.
-Ci sono aspetti di questo astrolabio che fanno pensare ad una provenienza da Bagdad.
Quello che dice David A. King mi autorizza a pensare che Marcel Destombes si potrebbe sbagliare a datare il suo astrolabio al decimo secolo, ai tempi di Ottone III, e a dire che è stato prodotto in “al Andalus”, la Spagna araba. Secondo me poteva far parte dei regali che Harun Al Rashid aveva mandato a Carlomagno tramite l’ebreo Isacco, assieme all’elefante Abul Abbas e all’orologio ad acqua.
Che durante i secoli oscuri del Medioevo la Francia stava nelle Marche e che Roma era in Francia lo attesta chiaramente anche l’episodio n.13 dei Fioretti di san Francesco.
Frate Francesco e frate Masseo da Assisi vanno in Francia e gli viene fame, La fame viene dopo un giorno, non dopo un mese di cammino. In Francia arrivano a Roma, dove entrano nella chiesa di san Pietro, Infine lasciano l’andare in Francia per ritornare da dove erano partiti, nella valle di Spoleto. Se dall’inizio volevano andare in Francia, quella di oggi, come facevano a ritrovarsi a Roma, quella di oggi? Erano così fuori di testa da credere che per andare in Francia bisognava camminare verso Sud? Eppure gli esperti di san Francesco ci dicono che la nostra è una interpretazione forzata. Ma sarà forzata la loro!
Mancini Enzo 3 luglio 2026


