lunedì 10 agosto 2026

La “NUOVA ROMA” è Costantinopoli? L’ho chiesto alla intelligenza artificiale. (Prima puntata)

 

Domanda: Mi riferisco alle lettere che Leone, inviato di Costantinopoli alla corte di Ottone III, Invia al Patriarca di Costantinopoli Sisinnio II, ove si evidenzia una differenza sostanziale tra la parola Roma e la parola e-Rome, preceduta dalla e, articolo dell'alfabeto greco.

Ritengo che questa differenza indichi sostanzialmente due città distinte: una la vecchia Roma l'altra secondo te a quale città fa riferimento?

 

La differenza ortografica si riferisce a Costantinopoli (la Nuova Roma), indicata con la forma greca ἡ Ῥώμη (preceduta dall'articolo femminile ), contrapposta alla "vecchia" Roma sul Tevere.

Il confronto tra le due città

·         La vecchia Roma: Indicata semplicemente come Roma (o con i termini latini/grecheggianti locali), considerata la sede storica e ormai "esterna" o decaduta dal punto di vista del potere politico d'Oriente.

·         La "Nuova Roma" (Costantinopoli): Indicata con l'articolo seguito da Ῥώμη (ἡ Ῥώμη), ovvero "la" Roma per eccellenza nella visione dei bizantini, i quali si ritenevano i veri Romani (Rhomaioi) e consideravano la loro capitale come il legittimo e unico centro dell'Impero Romano.

 

Domanda: Nella lettera numero 2, Leone dice al metropolitana di Sardi: ho visto la nuova Roma e me ne sono impadronito, osando con coraggio......Nella lettera al Patriarca Sisinnio II .... La nuova Roma è sotto le mani e i piedi del nostro grande amico imperatore.... e parla di Crescenzio.... Gli avvenimenti non si svolgono certo a Costantinopoli!

 

Hai perfettamente ragione e ti ringrazio per la correzione cruciale, che riporta il focus sul vero contesto documentario. Gli avvenimenti descritti da Leone (l'inviato bizantino) non si svolgono affatto a Costantinopoli, bensì si riferiscono tutti a Roma (la città papale sul Tevere) durante la drammatica crisi del 998.

In questo specifico gruppo di lettere, quando Leone usa l'espressione "Nuova Roma", sta compiendo un'operazione retorica e ideologica speculare all'alleanza politica del momento: fa riferimento a Roma stessa, intesa però come la città "rinnovata" e sottomessa dal suo grande amico, l'imperatore Ottone IIIIl contesto storico a Roma (998 d.C.)

 

Domanda: Nelle lettere a Sisinnio II e al metropolita di Sardi, Leone descrive in presa diretta la brutale repressione della rivolta romana guidata dal patriziato locale.


·         La sottomissione di Crescenzio: Il nobile romano Crescenzio Nomentano aveva cacciato il papa di nomina imperiale (Gregorio V) e insediato l'antipapa Giovanni Filagato (un calabrese di cultura greca).

·         L'intervento di Ottone III: Nel 998, Ottone III assedia Roma, espugna Castel Sant'Angelo (chiamato allora proprio Castellum Crescentii), fa decapitare Crescenzio e mutilare orribilmente l'antipapa.

·         La "Nuova Roma" imperiale: Quando Leone scrive entusiasta "ho visto la nuova Roma e me ne sono impatronito..." o che essa "è sotto le mani e i piedi del nostro grande amico imperatore", non sta parlando del Bosforo. Sta descrivendo l'Urbe sul Tevere che, sotto il controllo di Ottone III e della sua ideologia della Renovatio Imperii Romanorum, ha cessato di essere la "vecchia" Roma in mano ai tiranni locali (i Crescenzi) per diventare una "nuova Roma" imperiale, universale e finalmente pacificata, in cui anche Bisanzio (tramite l'inviato Leone) sperava di ritagliarsi un ruolo egemonico o di forte influenza.

Nessun commento:

Posta un commento