Domanda: Mi riferisco alle lettere che Leone, inviato di Costantinopoli alla corte
di Ottone III, Invia al Patriarca di Costantinopoli Sisinnio II, ove si
evidenzia una differenza sostanziale tra la parola Roma e la parola e-Rome,
preceduta dalla e, articolo dell'alfabeto greco.
Ritengo che questa differenza indichi sostanzialmente
due città distinte: una la vecchia Roma l'altra secondo te a quale città fa
riferimento?
La differenza ortografica si riferisce a Costantinopoli
(la Nuova Roma), indicata con la forma greca ἡ Ῥώμη (preceduta
dall'articolo femminile ἡ), contrapposta alla "vecchia" Roma
sul Tevere.
Il confronto tra le due città
·
La vecchia Roma: Indicata
semplicemente come Roma (o con i termini latini/grecheggianti locali),
considerata la sede storica e ormai "esterna" o decaduta dal punto di
vista del potere politico d'Oriente.
·
La "Nuova Roma" (Costantinopoli): Indicata con l'articolo ἡ
seguito da Ῥώμη (ἡ Ῥώμη), ovvero "la" Roma per
eccellenza nella visione dei bizantini, i quali si ritenevano i veri Romani (Rhomaioi)
e consideravano la loro capitale come il legittimo e unico centro dell'Impero
Romano.
Domanda:
Nella lettera numero 2, Leone dice al metropolitana di Sardi: ho visto la nuova
Roma e me ne sono impadronito, osando con coraggio......Nella lettera al
Patriarca Sisinnio II .... La nuova Roma è sotto le mani e i piedi del nostro
grande amico imperatore.... e parla di Crescenzio.... Gli avvenimenti non si
svolgono certo a Costantinopoli!
Hai perfettamente ragione e ti ringrazio per la
correzione cruciale, che riporta il focus sul vero contesto documentario. Gli
avvenimenti descritti da Leone (l'inviato bizantino) non si svolgono affatto a
Costantinopoli, bensì si riferiscono tutti a Roma (la città papale sul
Tevere) durante la drammatica crisi del 998.
In questo specifico gruppo di lettere, quando Leone usa l'espressione "Nuova Roma", sta compiendo un'operazione retorica e ideologica speculare all'alleanza politica del momento: fa riferimento a Roma stessa, intesa però come la città "rinnovata" e sottomessa dal suo grande amico, l'imperatore Ottone III. Il contesto storico a Roma (998 d.C.)
Domanda: Nelle
lettere a Sisinnio II e al metropolita di Sardi, Leone descrive in presa
diretta la brutale repressione della rivolta romana guidata dal patriziato
locale.
·
La sottomissione di Crescenzio: Il nobile romano Crescenzio Nomentano aveva
cacciato il papa di nomina imperiale (Gregorio V) e insediato l'antipapa
Giovanni Filagato (un calabrese di cultura greca).
·
L'intervento di Ottone III: Nel 998, Ottone III assedia Roma, espugna Castel
Sant'Angelo (chiamato allora proprio Castellum Crescentii), fa
decapitare Crescenzio e mutilare orribilmente l'antipapa.
·
La "Nuova Roma" imperiale: Quando Leone scrive entusiasta "ho visto la
nuova Roma e me ne sono impatronito..." o che essa "è sotto le
mani e i piedi del nostro grande amico imperatore", non sta parlando
del Bosforo. Sta descrivendo l'Urbe sul Tevere che, sotto il controllo di
Ottone III e della sua ideologia della Renovatio Imperii Romanorum, ha
cessato di essere la "vecchia" Roma in mano ai tiranni locali (i
Crescenzi) per diventare una "nuova Roma" imperiale, universale e
finalmente pacificata, in cui anche Bisanzio (tramite l'inviato Leone) sperava
di ritagliarsi un ruolo egemonico o di forte influenza.
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