Fiaba
L’imperatore Carlo Magno è nudo.
Hans Christian Andersen ( 1805 – 1875 ) ha scritto la fiaba “ I vestiti nuovi dell’imperatore”, più conosciuta come quella de “ il re è nudo”. Confesso di non aver mai letto il testo originale per intero di questa favola dello scrittore danese. Per esempio non sono sicuro se nella favola il sire espone completamente le sue vergogne o se indossa almeno le mutande, il che sarebbe una grossa differenza. Per questa conoscenza incompleta io credevo che quando il bambino grida che il re non ha niente addosso tutti rinsaviscono come per incanto e cessino con l’ipocrisia. Non è così la favola. Il sovrano continua a sfilare come se nulla fosse successo, e così la corte e la maggioranza del popolo.
La favola si ripete con la teoria di Giovanni Carnevale su Aquisgrana a San Claudio al Chienti. Il professor Carnevale è il bambino che grida inutilmente. La corte sono gli uomini di cultura e di potere italiani ed europei che per la maggior parte hanno reagito con snobismo e indifferenza, in qualche caso con opposizione astiosa. I sudditi sono la gente comune che per la stragrande maggioranza non ha conoscenza delle pubblicazioni di don Carnevale.
Mentre cercavo di approfondire la favola di Andersen mi è capitato un articolo interessante di Roberto Paltrinieri, dell’Associazione Periscopio, che sottolineava quanto ci vuole poco a negare che ci siano stati il fascismo e il nazismo: “Per arrivare a questo risultato … è necessario smettere di studiare, dimenticare la nostra storia, le nostre radici e appiattire tutto sul presente, non fare memoria di nulla, perché solo così tutto si può negare … anche che il re è nudo!
Mancini Enzo 22 maggio 2026
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